sorelle prese al volo
- 8 mag 2016
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 13 apr 2020

«Dài, mettiti un attimo lì, vorrei provare questa lente trovata in cantina: ti avvolgi un po' la tenda addosso e lasci uno squarcio...»

Con Elisa non bisogna sforzarsi a spiegarle come stare davanti ad un obiettivo, capisce subito. Volevo provare a fare un ritratto alla massima apertura con l'Helios 44-2 58mm f/2.0: mi avevano detto che questo obiettivo russo - che io pensavo ignorantemente essere una totale ciofeca - se usato alla massima apertura, creasse un bokeh radiale irregolare, ma molto caratteristico (noto come bokeh swirly). In questa foto non si nota granché, ma io volevo comunque provarlo a f/2. Devo dire che la foto ha pure una buona definizione! Anche se l'avrei composta in modo diverso, ma eravamo in casa e c'era troppa roba dietro...
E poi, usare un obiettivo russo di almeno 30 anni fa, attaccato ad una dormiente Zenit E riscoperta in cantina, ha tutto il suo fascino! Chissà quante ne ha passate. Tra l'altro, se ruoto la ghiera dei diaframmi su 22, il diaframma si apre, mentre a f2 è tutto chiuso: insomma, è stata montata al contrario?!...:-D La trovo un'ottica molto adatta ai ritratti: su sensore APS-C equivale ad un 87mm (se ho fatto bene i conti)...e l'assistenza al fuoco manuale su Fuji X-E2 lo rende facilmente utilizzabile. Lo proverò ancora, magari con uno sfondo che esalti questo suo "difetto" dello sfocato "vorticoso"!

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