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Carpe Instagram: l'attività in mobilità

  • 7 apr 2015
  • Tempo di lettura: 2 min

«Si stava meglio quando si stava peggio», disse il "saggio". Non sono pienamente in disaccordo con tale ermetica filosofia spiccia da bar, ma sostengo che malvolentieri tornerei ad una tecnologia meno evoluta di quella odierna. Sicuramente negli ultimi anni, chi ha vissuto - come me - questa evoluzione della tecnologia dalle marcate caratteristiche "social", ha avvertito un profondo cambiamento. Coloro che hanno memoria del mondo senza WWW, possono notare tale mutazione con maggiore oggettività rispetto ai nati nell'ultimo ventennio.

La diffusione di internet ha profondamente cambiato le nostre abitudini, ma l'avvento dei dispositivi mobili, a mio modo di vedere, ha realmente scosso la routine del "popolo abbiente", ogni giorno sempre più "connesso". Tutti informati, tutti online, tutti fotografi, tutti filosofi, tutti giornalisti, tutti criticoni, tutti webmaster... Non siamo altro che sempre noi, ma con maggiori mezzi per comunicare ciò che siamo. Col reale rischio di dimenticarci di riempire la vita di racconti di una vita non vissuta. E così ci sono quelli che, quasi ad auto-tendersi un tranello, vivono esperienze appositamente per poterle condividere; sono coloro che raccontano più di quel che vivono...e quando non hanno nulla da raccontare, fingono una vita di facciata fatta di post e foto illusorie per essere stimati dal "popolo social", che punta quasi esclusivamente a ricevere a propria volta le altrui visite sul proprio profilo pubblico.

Per terminare qui questa sbobbetta che sa tanto del mugugno da bar di cui sopra, ri-cito il saggio stradaiolo: non so se, effettivamente, «si stava meglio quando si stava peggio». So solo che, nel bene e nel male, negli ultimi tempi sempre più colmi d'impegni e sempre collo smartphone in mano, per quanto mi riguarda ho perlopiù scattato "fotografie-giocattolo" con Instagram, mentre correvo da un punto all'altro del curriculum vitae. In attesa di periodi più ricchi di tempo da dedicare alla fotografia, questo è il mio diario a immagini: iconico e arruffato.


 
 
 

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